… a volte ritornano

Appuntamento domenica mattina ore 9 ma alle 8:30 sono già li… sono mesi che non faccio una regata e l’attesa è tanta.

Giornata fresca con il sole e zero vento… le barche sono tutte immobili nei loro posti e respiro a pieni polmoni un aria nostalgica ed a me tanto familiare.

Primi passi per il porto ed incontro Francesco che si aggira per il parcheggio, caffettino di rito e via in barca.

I gesti si riscoprono da soli, il freddo dei bozzelli per il circuito spi, le cime da organizzare, quella luce di mattina di inverno che solo i veri marinai sanno apprezzare, l’odore acre della barca che sa di vele.

Pian piano arrivano tutti, Pino col suo sorriso sornione ed i nuovi componenti dell’equipaggio con cui non ho mai navigato… certo ne mancano tanti ma verranno nelle prossime uscite.

Si arma la barca e si esce con vento prossimo allo zero e mare a tratti un olio… ma il vento salirà come vedremo poi.

Passiamo un po’ di tempo a fare il setup degli strumenti ed a sistemare lo strallo di prua e poso dopo si stende il vento, un 5-6 nodi che piano piano si stabilizza… è fatta si può partire

Il comitato dispone il campo e suona la sirena… ci siamo finalmente.

Partenza non all’altezza delle nostre partenze, un errore di valutazione ci fa partire indietro e coperti ma poco dopo siamo fuori dai rifiuti ed Hydra inizia ad inclinarsi e camminare… mi impressiona l’angolo che facciamo e la velocità che pian piano iniziamo ad ottenere. Davanti a noi c’è Meridiana un Salona 41 ben armato con equipaggio di livello, inizia a salire sopra la sua rotta ed a recuperare anche distanza… Calipso, l’altro First 40 per ora non alla nostra portata, sopravvento alla flotta è molto avanti ma qualcosa riusciamo a recuperare anche su di loro.

Dopo qualche virata approcciamo la prima boa, siamo secondi in reale dietro a Calipso, issiamo non senza qualche problema (ne avremo diversi durante la regata) ed iniziamo la nostra cavalcata sotto spi, optiamo per il VMG che ci porta a recuperare in modo netto anche su Calipso che vediamo vicinissima prima dell’ammainata di Spi.

Qui inanelliamo una serie di errori che di fatto compromettono tutta la regata, ripartiamo dopo essere scaduti sotto la boa per poi ritirarci nella seconda poppa dove con un vento salito sui 10 nodi volavamo sotto S1 che era una bellezza.

Il valoroso Dino, in uno dei momenti concitati, si è fatto male ad un dito ed ha sparso il suo prezioso sangue per tutta la barca… sembrava una scena di CSI 😀

La regata è andata male, il morale è basso… la preparazione dell’equipaggio lacunosa… insomma nel de-briefing in porto gli sguardi sono bassi e capiamo che bisogna ripartire dalle basi… un equipaggio molto rimaneggiato nei ruoli…  ma alla fine la voglia di tornare in barca e risalire la cina è tanto e siamo tutti confidenti che riusciremo a tornare a fare risultati… bisogna “solo” allenarsi.

Torno via dal porto arrabbiato per un “non” risultato ma in fondo l’essere tornato a timonare in regata mi ha dato qualche ora di gioia e di spensieratezza, di quelle emozioni che ti fanno sentire fuori dal turbinio della vita e di fanno stare in uno stato sospeso ed “in fase” con la natura e con l’io.

 

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

wordpress theme powered by jazzsurf.com